Libertà di scelta e vaccini pediatrici: il dibattito si accende al Grand Hotel Palazzo

L’evento organizzato dall’ associazione Libertà Livorno, 18 gennaio 17.30

Presidente Libertà Gabriele Nannetti. Valerio Cozzolini, Presidente Cliva Toscana, Mauro Barbera (Comilva)

L’evento organizzato dall’associazione Libertà Livorno ha affrontato i seguenti temi centrali: 

Il nodo del Consenso Informato

Gabriele Nannetti

Secondo Nannetti, il diritto di scegliere come e se curarsi è un pilastro che rischia di vacillare senza una reale trasparenza informativa. “La libertà di scelta è essenziale, ma serve una libera informazione”, ha dichiarato il Presidente di Libertà Livorno, puntando il dito contro i moduli di consenso informato attuali, definiti spesso privi di reale contenuto e tali da non permettere ai genitori un approfondimento critico.

Dalla Legge Lorenzin al Referendum

L’incontro ha analizzato il contesto normativo attuale, con un focus particolare sulla Legge 119/2017. Il dibattito si inserisce nel solco delle iniziative referendarie che mirano all’abrogazione degli obblighi vaccinali e delle sanzioni amministrative. Valerio Cozzolini, Presidente di Cliva Toscana, ha ripercorso le tappe storiche di questa strategia, indicando nel 2014 l’anno di svolta in cui l’Italia, tramite l’AIFA, divenne capofila per le politiche vaccinali globali.

Secondo Cozzolini, quel periodo avrebbe segnato l’inizio di una “demonizzazione” del dissenso, culminata nel 2017 con l’introduzione del termine “No Vax”. L’esperto ha inoltre contestato le basi scientifiche e comunicative che portarono all’obbligo, citando le pressioni della FNOMCeO (Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri) sulla politica nel 2016.

Sicurezza e Farmacovigilanza

Oltre alle questioni etiche, l’evento, che ha visto tra i relatori anche Mauro Barbera del Comilva, ha sollevato dubbi sulla gestione della farmacovigilanza. La tesi sostenuta dai relatori è che ogni atto medico sui minori debba essere subordinato a un consenso genitoriale realmente libero, non condizionato da ordini di legge o “suggerimenti non preferenti”.

Ecco un approfondimento sulle due questioni sollevate, analizzando sia il fronte dell’attivismo che i dati istituzionali.

  1. La posizione del COMILVA: Oltre l’Obbligo
    Il COMILVA (Coordinamento del Movimento Italiano per la Libertà delle Vaccinazioni) sostiene una visione basata sulla libertà di scelta e sull’obiezione di coscienza.
    Obiezione Attiva: L’associazione promuove l’obiezione attiva, un percorso in cui il genitore non si limita a rifiutare il vaccino, ma instaura un dialogo formale con le autorità sanitarie per manifestare il proprio dissenso informato, contestando l’assenza di personalizzazione dell’atto medico.
    Critica alla Farmacovigilanza: Secondo il documento presentato al Senato, l’associazione denuncia un sistema di vigilanza “passivo” e chiede studi più approfonditi sulla sicurezza e sulla mortalità correlata che, a loro dire, non sarebbe influenzata dalle attuali coperture vaccinali.
    Diritto all’Istruzione: Combatte attivamente le sanzioni della Legge 119/2017, che condiziona l’accesso ai servizi educativi 0-6 anni all’assolvimento degli obblighi.
  2. I Dati Ufficiali: La Copertura in Toscana
    Contrariamente alle preoccupazioni espresse nel convegno, i dati pubblicati dal Ministero della Salute e dall’ARS Toscana (Agenzia Regionale di Sanità) mostrano un sistema in salute, posizionando la regione tra le migliori a livello nazionale.
    Target OMS: In Toscana, la copertura a 24 mesi per le principali vaccinazioni (Polio, Difterite, Tetano) è storicamente superiore alla soglia critica del 95% indicata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.
    Trend Recente: Gli ultimi report indicano una sostanziale stabilità delle coperture nel 2024. In particolare, la Toscana si distingue per un servizio sanitario capace di costruire fiducia con le famiglie, mantenendo elevati livelli di prevenzione nonostante i dibattiti politici.
    Recupero Post-Pandemia: Mentre alcune regioni faticano a raggiungere il target per il morbillo, la Toscana ha mostrato una resilienza maggiore, con dati in linea o in crescita rispetto alla media nazionale.

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