I primi provvedimenti regionali, pur necessari, avevano inizialmente escluso agricoltura e pesca, concentrando i ristori su altri comparti produttivi.

FIRENZE – A oltre due anni dalla drammatica alluvione che nel novembre 2023 ha messo in ginocchio la Toscana, il settore agricolo non trova pace. Nonostante l’attivazione di bandi regionali specifici e lo stanziamento di nuovi fondi, la protesta degli agricoltori, in particolare nelle province di Pisa e Livorno, resta accesa: sul banco degli imputati ci sono indennizzi giudicati “irrisori” e una burocrazia che sta soffocando la ripresa delle aziende.
Un inizio in salita: l’esclusione e il senso di abbandono
La frattura tra istituzioni e mondo agricolo si è aperta sin dalle prime battute dell’emergenza. I primi provvedimenti regionali, pur necessari, avevano inizialmente escluso agricoltura e pesca, concentrando i ristori su altri comparti produttivi. Un segnale interpretato dal settore primario come un vero e proprio abbandono, che ha dato il via a una stagione di mobilitazioni e presidi.
Il nodo dei risarcimenti: domande respinte e fondi insufficienti
Sebbene la Regione Toscana sia corsa ai ripari stanziando complessivamente circa 13,3 milioni di euro (attraverso la LR 51/2023 e la delibera 271/2024), la realtà dei fatti parla di una situazione ancora critica. Molte aziende agricole, pur avendo subito danni ingenti a terreni, strutture e scorte, si sono viste respingere le istanze di rimborso.
- Indennizzi inconsistenti: Le associazioni di categoria denunciano cifre lontane dalla realtà dei danni subiti, specialmente per quanto riguarda il mancato reddito delle produzioni perse.
- Bandi complessi: Sebbene la piattaforma Artea abbia gestito le domande per il ripristino dei terreni con scadenze serrate, molte imprese lamentano la difficoltà di accesso alle risorse.
Gennaio 2026: la tensione resta alta
Oggi, all’inizio del 2026, lo scenario è tutt’altro che risolto. Mentre la Regione ha recentemente approvato la proroga dei termini per la rendicontazione al 30 aprile 2026 per dare più ossigeno ai comuni e ai beneficiari, gli agricoltori continuano a chiedere un intervento statale più massiccio.
A Pisa e Livorno, il malcontento è palpabile: i ritardi nell’erogazione dei fondi e l’insufficienza strutturale degli stanziamenti lasciano le aziende in una condizione di fragilità economica. La richiesta che arriva dai territori è chiara: procedure più snelle e risarcimenti che coprano effettivamente il 100% dei danni, per evitare che la prossima pioggia trascini via anche le ultime speranze di rilancio del settore.
Approfondimento delle specifiche scadenze previste per i nuovi bandi di prevenzione danni 2026 e focus sulle criticità burocratiche segnalate dalle associazioni di categoria
Focus: Bandi 2026 e Nodi Burocratici
Il braccio di ferro tra agricoltori e istituzioni prosegue su due binari paralleli: da un lato le nuove opportunità di finanziamento per la prevenzione, dall’altro una burocrazia che molti operatori definiscono “punitiva”.
- Le Scadenze dei Nuovi Bandi 2026
La Regione Toscana ha attivato diverse linee di intervento all’interno del CSR FEASR 2023-2027 per tentare di mettere in sicurezza le aziende ed evitare il ripetersi dei disastri del 2023:
Prevenzione Calamità (Intervento SRD06): Il bando principale per investimenti contro danni da eventi climatici avversi scade il 2 febbraio 2026 alle ore 13:00. Artea gestisce la presentazione telematica delle domande.
Servizi di Consulenza (SRH01): Previsti contributi per supportare le aziende nelle scelte strategiche e di adattamento climatico, con domande presentabili dal 27 febbraio al 31 marzo 2026.
Assicurazione Catastrofale: È scattato l’obbligo nazionale di copertura per eventi “cat nat” (alluvioni, terremoti), ma il Decreto Milleproroghe ha fissato al 31 marzo 2026 il termine ultimo per mettersi in regola, offrendo un piccolo margine di respiro alle imprese in difficoltà finanziaria. - Le Criticità Burocratiche Segnalate
Nonostante i bandi, le associazioni di categoria (Cia, Coldiretti, Confagricoltura) continuano a denunciare un sistema che non funziona per chi è già stato colpito:
Rendicontazione Estenuante: Sebbene l’Ordinanza Commissariale 181/2025 abbia prorogato al 30 aprile 2026 il termine per la verifica delle spese sostenute dai Comuni e dai beneficiari, le procedure rimangono eccessivamente rigide.
Indennizzi “Simbolici”: Numerosi agricoltori segnalano rimborsi AgriCat irrisori (in alcuni casi documentati anche di soli 10-100 euro), a fronte di danni da decine di migliaia di euro. La burocrazia non riconosce spesso il valore reale delle produzioni perse (es. frutteti e ortaggi sommersi dal fango).
Sovrapposizione di Emergenze: La Toscana ha subito nuove ondate di maltempo nel 2025 (febbraio e marzo). Molte aziende di Pisa e Livorno si trovano a dover gestire pratiche per tre alluvioni diverse, con il rischio che i nuovi danni non vengano risarciti perché “insistenti su aree già danneggiate e non ancora ripristinate”.
