Rigassificatore: stop all’emendamento, nessuna proroga (per ora)

Dal decreto Milleproroghe sparisce in extremis, alla vigilia della discussione e del voto alla Camera, l’emendamento di Forza Italia che avrebbe dato la possibilità di mantenere a Piombino, per un altro anno almeno, il rigassificatore. La bocciatura c’è stata all’interno delle commissioni bilancio e affari istituzionali, dopo un tira e molla durato alcuni giorni. Con diverse riformulazioni del testo. Che però – dicono dalle opposizioni – non prevedevano mai compensazioni per il territorio.
A quel punto c’è stato l’ostruzionismo dei parlamentari di Centrosinistra, i tempi si sono allungati e la discussione si è chiusa senza voto. Cosa può succedere adesso? La maggioranza di Centrodestra potrebbe insistere subito e far votare in Aula un ordine del giorno collegato al decreto, riservandosi poi un altro provvedimento per concedere il rinvio.
I vertici locali e regionali del Pd parlano di un tentato blitz senza confronto con le istituzioni e con le comunità locali, di un colpo di mano sventato. Sulla stessa linea i commenti di Alleanza Verdi e Sinistra e Movimento 5 Stelle.
La questione, al di là dell’emendamento al Milleproroghe, è nota: la società Snam ha chiesto una proroga al limite di tre anni fissato nel 2023, quando la nave rigassificatrice approdò in porto. Eugenio Giani, anche nella sua lunga ultima intervista a Telegranducato, ha ribadito che non accetterà ulteriori imposizioni. E che ogni eventuale accordo non potrà prescindere dalle compensazioni necessarie, tutte quelle previste prima dell’installazione. Il termine per lo spostamento è quello dell’estate e si avvicina sempre più.
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Fonte: Telegranducato News