In primavera si vota in 20 Comuni toscani

In primavera si vota in 20 Comuni toscani

In primavera si vota in 20 Comuni toscani

C’è il referendum il 22 e 23 marzo e l’attenzione della politica è puntata tutta, in questa fase, sull’esito della consultazione che dovrà decidere le sorti della riforma della giustizia voluta dal governo, ma in primavera si voterà anche in 20 Comuni toscani.

Ma un paio di mesi dopo ci sarà un turno di elezioni amministrative tutt’altro che secondario. In Toscana riguarderà tre capoluoghi: Arezzo, Pistoia e Prato. Nel primo caso si va a scadenza naturale, a Pistoia il sindaco è stato eletto in Consiglio regionale, la sindaca di Prato si è invece dimessa dopo l’inchiesta che l’aveva coinvolta. Tre sfide importanti: ad Arezzo e Pistoia aveva vinto il Centrodestra, a Prato il Centrosinistra.

Ci sono anche altre Comunali di rilievo comunque. A Viareggio, per esempio, dove il sindaco uscente Del Ghingaro non potrà più ricandidarsi. E Cascina, dove la sfida è già entrata nel vivo (qui invece il sindaco in carica Betti, che conclude il primo mandato, ha già cominciato la sua campagna elettorale).

Si vota in tutto in 20 Comuni, nella nostra regione. Ci sono anche Calci, Fauglia, Montignoso, Pontremoli, Sesto Fiorentino, nei quali i rispettivi sindaci sono entrati nel frattempo in Regione (quattro – Falchi, Ferri, Lorenzetti e Ghimenti – in Consiglio, Lenzi come assessore).

Vota in anticipo anche Capraia Isola, dopo le dimissioni della maggioranza dei consiglieri comunali.

Ci sono infine Coreglia Antelminelli, Figline e Incisa Valdarno (ora un unico Comune), Lucignano, Orciano Pisano, Pieve Fosciana, Sillano Giuncugnano, Sorano, Uzzano, Villafranca in Lunigiana.

Per i sindaci e i Consigli dei Comuni che arrivano a scadenza naturale, il mandato è stato insolitamente più lungo. Si è votato infatti nel settembre 2020, tra la prima e la seconda ondata del Covid.

Sulla data del voto invece non c’è ancora nessuna certezza. Le anticipazioni dicono domenica 24 e 25 maggio (con eventuali ballottaggi 7 e 8 giugno), ma il decreto ancora non c’è. Saranno in ogni caso elezioni significative quando mancherà poco più di un anno alla fine della legislatura e dunque al voto per il Parlamento.

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