Spazio, robot e tecnologie del futuro: la rivoluzione pisana della Scuola Sant’Anna

Il futuro delle tecnologie spaziali parla italiano e passa da Pisa. In particolare, alla Scuola Superiore Sant’Anna stanno nascendo alcune delle innovazioni più interessanti per satelliti, robot e missioni spaziali. Il gruppo Space Technologies dell’Istituto di Intelligenza Meccanica, creato nel 2023 con la chiamata del Prof. Andreussi, sta sviluppando sistemi di propulsione elettrica air‑breathing capaci di utilizzare le particelle residue dell’atmosfera come propellente, permettendo ai satelliti di volare a quote molto più basse rispetto alle orbite tradizionali. Questo significa immagini più nitide, telecomunicazioni più efficienti e un notevole beneficio in termini di sostenibilità orbitale, riducendo la formazione di detriti. Il gruppo ha inoltre l’obiettivo di sviluppare un approccio integrato per la progettazione di piccole piattaforme (scala CubeSat). Per raggiungere questo traguardo, sono state fatte due proposte, la prima a FISA ARIA (in fase di negoziazione) e la seconda a Horizon Europe ANEMOS (valutata in modo molto positivo e in lista di riserva)

Parallelamente, la Sant’Anna sta contribuendo a una rivoluzione nella robotica spaziale. Si tratta una nuova generazione attuatori elettrostatici; la nuova tecnologia è stata sviluppata attraverso una collaborazione di tre centri importanti della ricerca italiana: la Scuola Sant’Anna, l’Università di Trento e l’Istituto Italiano di Tecnologia. L’idea vincente è stata quella di trasformare il vuoto da limite operativo a risorsa funzionale, una vera e propria rivoluzione. I dispositivi in questione sono privi di ingranaggi e non hanno bisogno di lubrificanti. Questi apparecchi sono più leggeri, più efficienti e hanno bisogno poca energia per funzionare; tutte queste caratteristiche li rendono ideali per robot destinati alla manutenzione orbitale, all’esplorazione planetaria e all’utilizzo su satelliti avanzati.
Dalle ricerche dell’Istituto di BioRobotica arrivano inoltre tecniche avanzate di analisi delle immagini, sensoristica e algoritmi ad alte prestazioni: si tratta di competenze nate in ambito multidisciplinare, (una combinazione tra robotica, ingegneria, biologia e neuroscienze) che possano aiutare l’uomo, ma perfette per l’uso nello spazio, dove servono precisione e affidabilità in ambienti estremi.
La Scuola Superiore Sant’Anna si conferma così uno dei protagonisti della nuova corsa allo spazio: più sostenibile, più intelligente e sempre più interdisciplinare.
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