di Roberto Olivato

Non vogliamo ergerci a giudici circa il comportamento del Gen. Roberto Vannacci, anche perché in queste settimane in molti hanno espresso giudizi pro o contro il suo libro e ad un eventuale suo ingresso in politica.
Nel libro Vannacci ha toccato diversi argomenti, che hanno suscitato variegate reazioni con un inaspettato record di vendite e questo é più che positivo per uno scrittore.
Le sirene della politica, stanno provando a convincerlo a candidarsi per le prossime europee ed anche lo stesso Vannacci sembra stia pensando ad un personale movimento..
Una tale tentazione non dovrebbe sussistere in Vannacci perché, mentre l’indossare l’uniforme lo pone a rappresentare tutti gli italiani, l’ingresso in un Partito ridurrebbe la sua posizione ad un’appartenenza a pochi.
La maggioranza degli italiani é vicina alle Forze Armate specie in questi ultimi anni, dismettere le stellette per entrare a far parte della schiera di politici pronti a scannarsi in ogni occasione, non solo sminuirebbe il prestigio conquistato in tanti anni di carriera, ma ponendolo nel tritacarne delle lotte fra partiti lo trasformerebbe in carne da macello come tanti altri.
Un esempio su tutti é stato il comandante Gregorio De Falco ( reso famoso per lo scontro con Schettino del Concordia ) che, Candidatosi al Senato della Repubblica, nelle liste plurinominali del Movimento 5 Stelle venne eletto senatore, ma dopo qualche mese é rientrato in Marina ed oggi é Capo del Reparto Operativo della Direzione Marittima di Napoli.
Mettere in gioco tutto il proprio passato per ammaliatrici tentazioni politiche, che in lui vedono esclusivamente un potenziale catalizzatore di voti, per poi abbandonarlo in quanto scevro dei colpi bassi, voltafaccia ed intrighi che la politica riserva ai propri appartenenti novellini, non é da generale.