Prima di scoprire se il granchio blu è commestibile capiamo chi è e da dove viene questa specie che ha invaso i nostri mari arrivando da lontano. Il granchio blu (Callinectes sapidus) arriva dritto dritto dalle coste atlantiche dell’America, dalle fredde acque del Canada a quelle altrettanto gelide dell’Argentina meridionale. Ha una caratteristica piuttosto spiacevole: è costantemente affamato e mangia tutto quello che gli capita a tiro, in particolare vongole, cozze, piccoli pesci e piante. Insomma un distruttore seriale. Ne sanno qualcosa gli allevatori di vongole dell’Adriatico che lo descrivono come la peste nera dei mari: dietro di sé non lascia proprio nulla di vivo, tant’è che il Governo ha stanziato 2,9 milioni di Euro per contrastarlo.

Come è fatto un granchio blu?
Se si porta dietro un nome del genere (blue crab o granchio blu) è chiaro che qualcosa la deve avere a che fare con questo colore. Il granchio blu presenta infatti una colorazione azzurro-bluastra delle chele. La superficie del carapace è granulosa, non regolare e anch’essa presenta una colorazione che può andare dal grigio al blu con riflessi verdognoli. Sul davanti presenta due denti di forma triangolare mentre i lati presentano nove denti di cui, l’ultimo, più lungo e acuto.
In che periodo si pesca il granchio blu
Questo animale arrivato da pochi anni nel Mediterraneo probabilmente trasportato dalla chiglia di una nave da carico, viene pescato nel periodo estivo e all’inizio dell’autunno: predilige infatti l’acqua più temperata.
Il granchio blu è commestibile? Certo ed ecco le ricette
Dopo averlo conosciuto per caratteristiche, provenienza e costo al chilogrammo andiamo finalmente a rispondere alla domanda più importante: il granchio blu è commestibile? Certo, e adesso scopriremo come.
Una volta acquistato capiremo perché il granchio blu incute timore: si tratta di una bella bestia che può arrivare fino a 15 centimetri di lunghezza e oltre i 20 di larghezza. Niente male! Quindi quando li toccate fate attenzione alle chele perché possono pizzicare in modo deciso. Se li si vuole gustare al naturale basta semplicemente bollirli: circa 20 minuti in acqua e saranno pronti. La colorazione sarà di un bell’arancione brillante e le sue carni saporite di daranno molta soddisfazione semplicemente condite con un semplice giro d’olio.
Dagli USA arriva una variante a questa ricetta: gli statunitensi aggiungono all’acqua un po’ di aceto bianco e erbe aromatiche (timo, maggiorana, eccetera). Per degustarne la polpa occorre rompere il carapace e le chele. Da ricordare che la polpa del granchio blu è ricca di vitamina B12.
Spaghetti al granchio blu. Buonissimi!
Poiché è entrato da poco fra le specie che possono far parte della nostra lista di crostacei commestibili, il granchio blu non rientra ancora nei ricettari. Allora diamogli il benvenuto accostandolo al più classico dei prodotti italiani: gli spaghetti. La ricetta è semplice: sciacquate in acqua corrente i granchi, poi bolliteli per 10 minuti. Estraeteli quando il carapace sarà diventato arancione e tagliateli a metà. Recuperate la polpa. Intanto mettete a scaldare 3 cucchiai di olio EVO e uno spicchio d’aglio. Lasciate insaporite e poi aggiungete dei pomodorini pachino tagliati a spicchi. Dopo 5 minuti aggiungete la polpa del granchio e fate cuocere per 2 minuti. Regolate di sale e pepe e aggiungete una spolverata di prezzemolo fresco. Infine scolate gli spaghetti al dente e mantecateli assieme alla polpa di granchio e ai pomodorini. Ancora una spolverata di pepe (e di peperoncino per chi lo ama) e potete servire.
