
Bianca Berlinguer verso Rete4. Al suo posto Monica Giandotti?
Il futuro professionale della Berlinguer? È già scritto. Nel tardo pomeriggio di martedì 4 luglio verrà infatti presentata la nuova stagione tv di Mediaset e l’asso nella manica di Pier Silvio Berlusconi sarà l’annuncio dello sbarco della giornalista su Rete4
Dopo Fabio Fazio e Lucia Annunziata, anche Bianca Berlinguer ha lasciato Rai3. “La trasmissione Cartabianca, al momento, non è presente in palinsesto. Rispettosamente siamo in attesa di conoscere da Bianca Berlinguer la sua decisione sul proseguimento nella conduzione del talk politico”, aveva detto questa mattina l’ad Rai Roberto Sergio, alla vigilia della seduta del cda impegnato a dare il via libera ai palinsesti della prossima stagione. Cartabianca non c’era e non ci sarà proprio più: Bianca Berlinguer ha infatti ufficializzato pochi minuti fa le dimissioni, lasciando l’azienda dov’è nata e cresciuta professionalmente e dove ha lavorato per 34 anni. “La giornalista in una lettera ha ringraziato l’Azienda per trentaquattro anni di lavoro, svolti sempre in piena autonomia sia in qualità di Direttore che di conduttrice di programmi di approfondimento. Sono in corso le pratiche per giungere alla risoluzione del contratto”, si legge nella nota ufficiale emanata dalla Rai.
Il futuro professionale della Berlinguer? È già scritto. Nel tardo pomeriggio di martedì 4 luglio verrà infatti presentata la nuova stagione tv di Mediaset e l’asso nella manica di Pier Silvio Berlusconi sarà l’annuncio dello sbarco della giornalista su Rete4. Una mossa a sorpresa condotta in gran segreto dall’ad di Mediaset in persona, che ha fortemente spinto per strappare alla concorrenza la Berlinguer, la quale da tempo non nascondeva una certa insofferenza rispetto alla mancata protezione di Cartabianca (poco budget per gli ospiti e troppa controprogrammazione interna sono i punti chiave, su cui per altro la nuova dirigenza Rai aveva ampiamente lavorato negli ultimi giorni per arrivare a un accordo).
“A far decidere Berlinguer in favore dell’alternativa privata, potrebbe essere stato un contratto pluriennale che le assicurerebbe il posto fino alla pensione (tre anni), un compenso più cospicuo rispetto ai 240 mila euro della Rai (l’azienda non può permettersi di più) e una striscia quotidiana o un programma sempre al martedì.