Sottomarino Titan, l’ossigeno non c’è più, tempo scaduto: robot ha raggiunto il fondale dove c’è il Titanic
Redazione — 22 Giugno 2023

Speranze quasi nulle quelle di ritrovare in tempo il sottomarino Titan della Ocean Gate, sparito domenica scorsa, 18 giugno, con cinque persone a bordo dirette a quasi 3800 metri di profondità per visitare da vicino il relitto del Titanic, nell’Oceano Atlantico, a largo dell’isola canadese di Terranova. Le scorte di ossigeno, della durata di oltre 90 ore, dovrebbero esaurirsi nella mattinata di giovedì 22 giugno. Una corsa contro il tempo che, al momento, non ha prodotto i risultati sperati e, con il passare delle ore, le speranze di ritrovare il sommergibile, e con esso le cinque persone a bordo, nei tempi utili per salvare loro la vita è assai improbabile.
Secondo una stima della Guardia Costiera americana, l’ossigeno a bordo finirà alle 7:18 del mattino di oggi, le 13:18 ora italiana. Per recuperarlo e riportarlo in superfici servono navi, almeno cinque quelle presenti nella zona, e robot.
Un primo robot, pilotato dalla nave canadese Horizon Arctic, ha raggiunto il fondo marino dopo è presente il relitto del Titanic. Il Rov, il mini robot per le acque profonde, ha iniziato a scandagliare i fondali nella speranza di ritrovare Titan.
Quattro ore per riportare Titan in superfice
Secondo David Gallo, lo scienziato esploratore di acque profonde, ci vorrebbe solo un miracolo per le persone intrappolate nel Titan , anche perché – ha sottolineato -qualora fosse trovato proprio in questo ultima ‘finestra’ di tempo, “ci vorrebbero ore per portarlo in superficie”. Circa quattro secondo altri esperti citati dalla Bbc: “Non sappiamo quanto tempo ci vorrebbe ma in uno scenario operativo normale pensiamo ci vogliano circa due ore per scendere in profondità e ancora circa due ore (per risalire)” spiegano Alistair Greig, professore di ingegneria marina presso l’University College di Londra, e Rob Larter, geofisico marino del British Antarctic Survey.
Il robot scende a una profondità di 6mila metri
Le ricerche proseguono senza sosta e i rumori provenienti dall’area dell’Atlantico considerata “sensibile” sono “credibili e ripetuti” ma per ora il sottomarino non è stato ancora localizzato. Parlando a Good Morning Britain sull’emittente ITV, Gallo facendo riferimento ai rumori provenienti dal fondale ha spiegato che “a questo punto dobbiamo assumere che quello sia il sottomarino e spostarci rapidamente in quel punto, localizzarlo e calare i robot” ma “per portarlo in superficie ci vogliono ore”. Per gli esperti non è solo la mancanza d’aria l’unico pericolo: il batiscafo potrebbe anche aver perso energia elettrica, che svolge un ruolo fondamentale nel controllo dei livelli di ossigeno e anidride carbonica: man mano che i livelli di anidride carbonica si accumulano, essa diventa come un sedativo, un gas anestetico che addormenta.
Sky News riferisce che la nave francese Atlante che trasporta un robot per le immersioni a migliaia di metri di profondità ha raggiunto l’area dove il sottomarino risulta disperso. Robot che è in grado di immergersi fino a 6mila metri di profondità: si chiama, non a caso, Victor 6000 ed è dotato di bracci controllati a distanza che possono essere utilizzati per tagliare cavi ed eseguire manovre mirate a liberare una imbarcazione rimasta bloccata.
